GENERALI: sempre solida ma solo oltre i 30 euro

E’ arrivato il momento di parlare dei titoli del comparto assicurativo. Oggi esaminiamo la situazione di Assicurazioni Generali, la più grande compagnia del mercato italiano diventata ormai una multinazionale.

Sono diversi i movimenti societari in corso e, date le dimensioni di Generali, anche di un certo peso. Alessandro Profumo, sempre lui, dismettendo l’1% di Generali di quel 4,5% che Unicredit ha in pancia mette un po’ di ordine nella complessa situazione derivante dall’acquisizione di Capitalia. Innanzi tutto rispetta una delle clausole poste dell’Antitrust per permettere la nascita del grande Unicredit e poi con il ricavato sembrerebbe intenzionato a rimborsare in anticipo un prestito obbligazionario contratto da Capitalia.

Arrivano notizie anche dalle comunicazioni Consob: Credit Suisse acquista una quota del 2,7% di Generali. Alla faccia del bicarbonato di sodio! Questi ci vanno pesanti, e nonostante le dimensioni del pacchetto acquistato nessun commento o spiegazione da parte di Credit Suisse. Dagli svizzeri un’ulteriore prova del loro talento nel mantenere il più stretto riserbo. Diventano per il momento il quarto azionista dietro a Mediobanca, Banca D’Italia e Unicredit che però potrebbe ulteriormente ridurre la propria quota.

Quello di Credit Suisse sembra un investimento finanziario orientato unicamente al profitto. Appare più che ovvio che se ci fosse dietro qualche strategia di potere non andrebbero a spiattellarla sui giornali.

Ma non ci sono solo soci di peso che si muovono, anche qualche fondo con partecipazioni decisamente più piccole sta agitando le tranquille e silenziose acque delle stanze in quel di Trieste. “Algebris”, che detiene lo 0,3% del capitale, in ottobre ha fatto sapere con una lettera inviata agli amministratori del gruppo che l’attuale governance non è all’altezza della situazione. Ad essere criticata è l’attuale struttura con due amministratori delegati ed un presidente, Antoine Bernheim, con troppe deleghe. Ai giornali finanziari nei prossimi mesi non mancheranno spunti per scrivere molti articoli su questi argomenti.

Sul fronte industriale Generali ha da risolvere uno dei maggiori problemi che affliggono le compagnie assicurative italiane: la struttura liquidazione sinistri.

Il mercato italiano fino a pochi anni fa era caratterizzato da un alto numero di compagnie che operavano sul mercato autonomamente. Per evitare di sprecare risorse finanziarie in inutili duplicazioni di strutture e quindi di costi le compagnie stanno procedendo alla razionalizzazione dei propri servizi. Le Assicurazioni Generali questo problema lo avevano già praticamente risolto avendo completato con successo l’accorpamento della struttura liquidativa di Assitalia.

L’acquisizione della Toro ha però nuovamente gettato nella mischia la compagnia Triestina che si ritrova a dover ora inglobare un’altra struttura liquidativa di medie dimensioni.

Nonostante questo problema non da poco gli obiettivi restano quelli di raddoppiare il dividendo entro il 2009.

A guardare i grafici elaborati con l’analisi tecnica non lineare ci troviamo di fronte ad un vero gioiello finanziario. Nonostante il titolo sia cresciuto molto negli ultimi anni la situazione futura appare rosea. Le proiezioni rialziste sono buone ed i prezzi una volta consolidato il livello a 30 euro potrebbero proseguire nel rialzo fin verso il precedente massimo del 2000 a 39 euro. Non è improbabile che si possa anche andare oltre, verso i 44 euro dove a mio parere tra settembre e dicembre del 2009 ci sarà l’inversione dell’attuale ciclo positivo.

Buon trading.

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