La madre di tutte le violazioni

Come un fiume in piena che travolge gli argini ormai da tempo indeboliti oggi i mercati hanno perforato con violenza e semplicità diversi supporti.
Apre le danze Tokio che inizia con un -4%. Sembrava un crollo che a posteriori, dopo il terremoto europeo di oggi, dovrà definirsi “tenuta giapponese”. Non si è salvato nessuno, Milano -8,24%, Parigi -9,04%, Londra -7,85%, Francoforte -7,07%. Sulla borsa di Mosca poi è calata una scure micidiale, -19%, come una gelata siberiana.
Come in una guerra nella quale i bombardamenti arrivano ad ondate, alle 15,30 con l’elmetto in testa tutti in attesa dell’apertura di New York.
A gettare benzina sul fuoco si è cimentato il ministro Tremonti che con una frase ad effetto ha perfettamente reso l’idea della situazione: “E’ la fine del principio della crisi”. Una frase così, detta da un uomo addentro alle problematiche finanziarie, esperto come pochi, mi ha stupito parecchio.
E questo avveniva mentre Berlusconi lavorava per convincere la Merkel ad aderire alla creazione del fondo europeo di garanzia dei depositi bancari. Ma la Merkel con chiarezza teutonica ha detto che non se ne parla proprio. Daltronde come la si può biasimare, loro i capitali li hanno, noi no.
Fra tutti oggi ho apprezzato Alessandro Profumo che ha fatto autocritica a margine della riunione nella quale veniva presentata l’operazione di ricapitalizzazione di Unicredit. Ha sottolineato quanto danno si sarebbe potuto risparmiare se la corsa alle acquisizioni fossero state guidate da una maggiore prudenza. Anche l’operazione Capitalia, vero boccone indigesto per Unicredit, secondo Profumo avrebbe avuto costi decisamente diversi se rimandata nel tempo in attesa dei consolidamenti di capitale che oggi mancano. Con il suo -5% Unicredit alla fine è la banca che ha meglio tenuto alle spinte ribassiste.
Che qualche cosa era cambiato profondamente però lo avevamo capito già venerdì notte quando hanno chiuso i mercati monetari. Fino ad allora il rapporto euro-dollaro era riuscito a chiudere le settimane precedenti al di sopra di 1,43 iniettando fiducia sui mercati considerati ancora stabili.
La definitiva violazione di questo livello ha aperto la strada ad un massiccio travaso di liquidità che ha favorito enormemente il dollaro ben difeso dalla FED.
Dal punto di vista tecnico il livello 1,43 dell’euro-dollaro rappresenta l’incrocio fra un vecchio ma importantissimo livello statico e il supporto lineare dinamico che unisce i minimi del 2002 e del 2005. La sua violazione si può considerare uno spartiacque fra il prima e il dopo. Tutto quello che è stato scritto fin qui dovrà essere riveduto e corretto.
A domani.

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