Analisi Tecnica o Fondamentale?

La discussione è sempre viva, non accenna a placarsi: è meglio l’analisi tecnica o quella fondamentale?

Sull’argomento sono stati scritti fiumi di parole. Gli analisti fondamentali, supportati da schiere di economisti e studiosi accademici vari, hanno costantemente e ripetutamente attaccato l’analisi tecnica e i suoi utilizzatori definendola “pseudoscienza” e relegandola in un ambito esoterico.

Dal canto loro gli analisti tecnici soffrendo questa ghettizzazione hanno sempre reagito respingendo i dogmi dell’analisi fondamentale denunciandone l’inutilità nell’ambito del trading di breve periodo.

Al riguardo ho letto con interesse un articolo del dr. Giuseppe Bertoncello che, con sapiente analisi critica, espone il proprio pensiero ispirato per l’occasione da un’analisi del mercato con l’utilizzo delle percentuali di ritracciamento di Fibonacci presentata dall’amico Dream Theater sul suo blog  http://intermarketandmore.investireoggi.it/ .

La discussione che ne è scaturita fra le opposte fazioni mi ha ricordato che anch’io scrissi qualcosa sull’argomento e che mi permetto qui di riproporre essendo tutto quello che scrissi assolutamente attuale.

segue post del 25 gennaio 2003

Non si può discutere di finanza e di analisi finanziarie, senza aver detto qualcosa riguardo la contrapposizione tra l’analisi fondamentale e l’analisi tecnica, le due facce della stessa medaglia.

Non voglio qui risolvere l’annosa questione, ne tantomeno emettere sentenze a favore di una a scapito dell’altra o viceversa. Voglio unicamente esternare la mia esperienza di investitore privato.

La questione è aspramente dibattuta, soprattutto quando due analisti, l’uno tecnico l’altro fondamentale, debbano argomentare quale delle due metodologie sia la migliore per operare sui mercati finanziari, difendendo così la propria categoria di appartenenza.

Ma quali sono le differenze sostanziali tra le due metodologie?

L’analista fondamentale studia i bilanci societari, e su tali studi decide quali scelte operare per i propri investimenti. E’ un approccio altamente professionale e viene utilizzato soprattutto dagli investitori istituzionali. Sono proprio questi ultimi che riescono ad ottenere in tempo utile i bilanci da analizzare. Generalmente gli investimenti operati da tali analisti sono orientati nel lungo termine.

Anche le notizie economiche, possibilmente fresche, sono uno degli ingredienti indispensabili dell’analista fondamentale.

L’analista tecnico ha un approccio ai mercati totalmente diverso. La metodologia consiste nello studio dei grafici che i prezzi nel loro evolversi nel tempo, tracciano con il loro saliscendi.

L’analista tecnico ritiene che nel grafico ci siano tutti i segnali utili a interpretare il futuro andamento del titolo o mercato analizzato. Anche il variare dei volumi di contrattazione sono un elemento a cui viene data rilevanza nelle analisi. L’analista tecnico dispone anche di altri strumenti come ad esempio gli indicatori algoritmici che non sono altro che l’elaborazione matematica del variare dei valori dei prezzi.

Come un cardiologo legge un elettrocardiogramma per accertarsi della salute del cuore del paziente, altrettanto fa l’analista tecnico quando legge un grafico di un indice di mercato, di un’azione o anche di un derivato. Il medico per leggere l’elettrocardiogramma non ha bisogno di sapere qual’è la dieta seguita dal suo paziente o se conduce una vita sedentaria: nel grafico generato dalle pulsazioni del cuore ci sono tutte queste informazioni.

Nel mio caso non disponendo dei bilanci e di notizie veramente fresche ho optato per l’utilizzo dell’analisi tecnica. Oggi, dopo qualche anno di studi, ho avuto modo di apprezzare le qualità dell’analisi tecnica e mi sono convinto che l’analisi tecnica abbia una marcia in più.

Un caso pratico forse può meglio chiarire cosa intendo quando dico che l’analisi tecnica ha “una marcia in più”.

Il caso Pirelli

Nel 2001 il valore di Pirelli cresceva dirigendosi verso i 4 euro. Solo 16 mesi prima valeva la metà. Tutti consideravano l’azienda un vero gioiello. La totalità dei report finanziari consigliavano l’acquisto del titolo. Tutte le carte erano in regola per pensare che la crescita sarebbe proseguita.

Il settore pneumatici era tornato a dare molti utili e quello dei cavi a fibre ottiche si apprestava ad essere di fondamentale importanza per il futuro della Società. In cassaforte c’erano 5000 miliardi di lire di liquidità, un vero tesoro. Nessun’altra Società in quotata alla Borsa di Milano poteva vantare numeri così significativi.

Tronchetti Provera, al quale veniva riconosciuto il merito di avere risollevato la società dopo la fallita scalata alla tedesca Continental, godeva dei favori della stampa che lo rappresentava come nuovo uomo simbolo della finanza italiana.

grafico Pirelli - settembre 1999 - febbraio 2001

grafico Pirelli - settembre 1999 - febbraio 2001

A metà del mese di febbraio 2001 il titolo smise di crescere. Nessuno si allarmò considerando il rallentamento nella crescita dei valori del titolo solo come una naturale conseguenza di una crescita troppo rapida.

Gli analisti fondamentali continuavano a sfornare pareri positivi nonostante il calo proseguisse. Il calo doveva essere addirittura considerato un’occasione per acquistare il titolo a prezzi più favorevoli.

Pirelli aveva ormai perso il 10% dal suo massimo storico e sui motivi di questo calo nel mondo degli analisti si discuteva animatamente. Nessuno era in grado di dire quali fossero le cause del calo visti i positivi ed unanimi pareri, però tutti erano concordi nel dire che c’era una forte costante corrente di vendite del titolo. E considerati forti volumi di titoli acquistati le vendite erano considerevoli.

grafico Pirelli - settembre 1999 - febbraio 2001

grafico Pirelli - settembre 1999 - febbraio 2001

Intanto, l’utilizzo dell’analisi tecnica, aveva fatto squillare i primi campanelli d’allarme. La costante corrente di vendite, aveva portato i valori del titolo a violare importantissimi livelli, considerati dagli analisti tecnici supporti vitali per mantenere in portafoglio le azioni. Le timide raccomandazioni di vendita del titolo venivano considerate pura follia (anche quelle del sottoscritto).

Nelle settimane successive, quando il titolo aveva ormai perso oltre il 30%, Tronchetti Provera, durante una conferenza stampa, annunciò che Pirelli era interessata all’acquisto di Telecom Italia.

La società telefonica era il cliente primario di Pirelli nel settore cavi che, a causa del fortissimo indebitamento dovuto alla scalata di Colaninno, aveva subito un rallentamento. Da qui la decisione di Pirelli di tentare l’acquisto per garantirsi le commesse future.

La decisione della dirigenza Pirelli spiazzò gli analisti fondamentali che dovettero fare rapidamente i conti di quanto si sarebbe dovuta indebitare Pirelli per portare a casa la Telecom. Ma ormai era troppo tardi per chiudere le stalle, i buoi erano già scappati.

Nello stesso periodo lo scenario internazionale si deteriorò ulteriormente e si fece ancora più forte la discesa dei mercati internazionali dopo lo scoppio della bolla speculativa della “New Economy”. Gli efferati attentati terroristici negli U.S.A. fecero il resto.

grafico Pirelli 1994 - 2003

grafico Pirelli 1994 - 2003

Oggi, 25 gennaio 2003, Pirelli vale poco più di 0,8. L’80% in meno dal momento che venne raccomandata la vendita da parte degli analisti tecnici.

Potrei fare altri esempi ma rischierei di annoiare con storielle simili il lettore che ha avuto la cortesia di giungere fino a questo punto. Posso però concludere con dei dati che parlano da soli: nel 2000, 2001 e 2002 in uno scenario di forti cali che in alcuni casi sono stati del 90%, i report finanziari nella maggior parte dei casi consigliavano di acquistare, molti consigliavano di tenere i titoli in portafoglio, solo pochissimi hanno consigliato di uscire dalle posizioni azionarie.

Buon trading a tutti.

p.s: una domanda è rimasta senza risposta.
Chi ha venduto i titoli in quantità massiccia prima della divulgazione della notizia dell’acquisto di Telecom da parte di Pirelli?

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4 Comments on “Analisi Tecnica o Fondamentale?”

  • Emanuele wrote on 5 January, 2009, 15:47

    Ciao Giovanni…
    passo ora a visitare il tuo blog con la nuova veste!
    Complimentoni!!
    Bellissimo e molto professionale… ottimo lavoro!!!
    Aspetto con trepidazione… (le bontà………..)

  • Giovanni Solinas wrote on 5 January, 2009, 20:08

    Il tuo parere per me è importante, sono contento che ti piaccia.
    Vediamo se per un moto d’invidia ti ritorna la voglia di scrivere qualche cosa su borsatrend.
    Per le questioni gastronomiche ci sarà da aspettare un po’, la cosa è meno facile di come l’immaginavo. Ti terrò informato…

  • antipatix wrote on 26 February, 2009, 17:50

    ci vorrebbe un fondamentalista (nel senso esperto di analisi fondamentale) ke ci propone un esempio opposto… se ne trovano in qst periodo o saltano fuori solo nei mercati toro?

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